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Desiderio. NIRVANA

Desiderio
BEAUTY HAZARD 2007 | 2017
NIRVANA

A cura di Chiara Canali 

Fabbrica del Vapore, Spazio Ex Cisterne
Milano

Opening martedì 5 dicembre, dalle 18.00
Dal 6 dicembre 2017 al 14 Gennaio 2018

Dieci anni di ricerca dell’artista Desiderio raccolti in una mostra alla Fabbrica del Vapore.

Un viaggio sinestetico nel mondo poetico e visionario dell’artista che unisce differenti forme espressive, dalla pittura all’installazione, dalla performance al video.

La Fabbrica del Vapore – Spazio Ex Cisterne presenta l’ultimo capitolo della saga BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 dell’artista Desiderio, in una mostra intitolata Nirvana, a cura di Chiara Canali, promossa dal Comune di Milano e organizzata dall’Associazione culturale Art Company.

Nato a Milano, Desiderio, dal nome simbolico e altamente evocativo, è un artista visivo che avvicenda differenti media espressivi per restituire una rappresentazione della modernità in bilico tra surrealismo e realismo magico. Tra i finalisti del 13° Premio Cairo, Desiderio è presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla XI e XII Biennale dell’Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015, allargando la sua esperienza oltre i confini italiani.

Il progetto BEAUTY HAZARD nasce nel 2007 da una fascinazione di Desiderio per i temi della bellezza, della corruzione e della carne cui ha dedicato un ciclo di lavori attraversando diversi linguaggi, dalla pittura al video. Le esperienze di questi ultimi anni confluiscono in un nuovo progetto espositivo che si sviluppa sui due piani dello Spazio Ex Cisterne della Fabbrica del Vapore, con quadri di grande formato, cortometraggi, installazioni e sculture.

Il titolo Nirvana scaturisce come completamento del concetto di “Beauty Hazard”, come momento più riflessivo del suo percorso artistico, corrispondente al progressivo annullamento della realtà per arrivare al puro godimento dello spirito. Con Nir-vana (*libertà dal Desiderio) assistiamo a una presa di coscienza dell’artista che gli consente di liberarsi di alcune forme più espressioniste e violente del suo lavoro per intraprendere un nuovo corso espressivo.

La mostra raccoglie una selezione delle grandi opere pittoriche realizzate tra il 2007 e il 2017, i cortometraggi della trilogia Beauty Hazard | Confabula Spurio | I Love my Queen e del dittico Bluesky | The Win on the Sky, installazioni e sculture giganti.
Inoltre è presente una sezione dedicata al rapporto di Desiderio con Cuba, in continuità con la mostra “Che Guevara. Tu y Todos” ideata da Simmetrico e in corso presso la Fabbrica del Vapore, dedicata alla storia e alla vita del Che “uomo” e “personaggio storico”. Desiderio dal 2008 ha infatti trascorso diversi periodi dell’anno a Cuba a partire dalla presenza al Festival ARTE+2009 organizzato dall’associazione culturale CubeArt di Ana Pedroso fino alla partecipazione alla Biennale dell’Avana.

Da questi continui spostamenti è nato il film ¡Ahora si Llego!, primo road movie ambientato a Cuba, girato da Desiderio con l’artista cubano José Balboa, un viaggio documentaristico e visionario in sella a un sidecar, ispirato al viaggio intrapreso dal giovane Che Guevara con il compagno Alberto Granado per l’America Latina, attraverso le 15 provincie cubane.

Riflettendo la poetica di Desiderio, la mostra Nirvana unisce linguaggi diversi e gli stessi elementi, gli stessi personaggi e icone, sono semi drammaturgici che vengono presentati in un quadro e ripresi dal video o personificati in sculture: una sorta di divenire continuo che confonde realtà e opere, bidimensione della tela e volume delle installazioni permeando così l’ambiente nella sua totalità.

Se, per le atmosfere surreali e fiabesche, il suo lavoro potrebbe ascriversi alla corrente del Pop Surrealism o della Lowbrow Art americana, a differenza dei Pop surrealisti Desiderio non cerca di scoprire e di esprimere ciò che è oltre, fantastico, differente dal “reale”, ma descrive il mondo reale stesso come dotato di meravigliosi aspetti imprevedibili. Per questa sua attitudine è più corretto parlare di “realismo magico” che sposa la descrizione meticolosa, precisa, della realtà ma ne traduce un effetto di straniamento attraverso l’uso di elementi magici e onirici.

Come afferma la curatrice Chiara Canali, “L’artista Desiderio è una ‘macchina che produce mondi possibili’ e la sua narrazione è il modus operandi per proiettare i desideri e i valori in uno spazio che ha la pretesa di essere scambiato per realtà o di identificarsi con essa. […] Nella sua poetica la continua commistione tra materia e tecnica, tra corpo e macchina, tra naturalità e tecnologia crea una forma di sublimità tecnologica che immerge il corpo in una situazione esperienziale nuova dove la visione è perturbata e arricchita di nuovi sensi oltre la pelle della realtà”.

La mostra è accompagnata da un catalogo di 64 pagine con testi di Chiara Canali, Cristiano Carotti, Alessandro Riva, Francesco Santaniello.
La mostra è resa possibile grazie alla collaborazione di DL Arte e M77 Gallery e al contributo di Indisciplinarte.

BIOGRAFIA
Desiderio è nato nel 1978 a Milano. Vive e lavora in provincia di Terni.
Dopo gli studi allo IED di Roma (corso di illustrazione), diversi mesi all’ ESAG (Advanced School of Graphical Art, Interior Design) di Parigi, collabora come illustratore con Philip Morris, Prize for the marketing (Italia), Warner Music (Italia), Klutz (USA), Creative Company (USA), SKY (Italia), Miles Kelly Publishing (Essex), Ticktock Media Ltd ( Londra). Per cinque anni tra il 2004 e il 2009 è docente di “Illustrazione creativa” presso l’International Art School di Terni.
Vincitore del Premio Italian Factory 2008 e finalista in diversi premi tra cui Premio Cairo 2012, SESIFF The 3rd Seoul International Extreme-Short Image & Film Festival (KOREA), AZYL film festival One World One Minute (Slovakia, Czech Republic, Hungary) e altri.
Presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla 11° e 12° Biennale dell’Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015 (Valparaiso, Chile). Ha realizzato mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Berlino, Hubei Museum Cina, Hitabashi Art Museum, Tokyo, ecc) e nel 2009 ha partecipato alla mostra collettiva Apocalipse Wow! presso il Macro Future di Roma.
Videomaker e regista, realizza numerosi cortometraggi tra cui: Beauty Hazard (Italia), Confabula Spurio (Italia), I Love my Queen (Italia), Bluesky (Cuba), The Win on the Sky (Cuba). Nel 2013 realizza il suo primo lungometraggio Ahora si llego (documentario-road movie) girando per tre mesi con un vecchio sidecar URAL per tutte le provincie di Cuba.
Nel 2015 Desiderio crea il progetto Coocuyo (coocuyo.com), portale ufficiale di musica elettronica cubana che rappresenta il punto di riferimento unico a Cuba per la sua peculiarità, piattaforma in continua crescita che vede affiancarsi tra i suoi protagonisti artisti internazionali del calibro di Major Lazer (Diplo) durante il concerto all’Habana (2016) con oltre 400.000 persone. Nel 2017 presenta al FAC ( Fabrica Arte Cubano, Havana) il lungometraggio Coocuyo.

EVENTI COLLATERALI
La mostra è arricchita da alcuni eventi collaterali, tra cui la proiezione del film ¡Ahora si Llego! il primo road-movie ambientato a Cuba, girato dall’artista italiano Desiderio con l’artista cubano José Balboa e distribuito dalla Rodaggio Film. Il film verrà proiettato all’interno della rassegna collaterale della mostra Che Guevara. Tu y Todos, a cura di Simmetrico.

 

DESIDERIO
BEAUTY HAZARD 2007 | 2017
NIRVANA
A cura di Chiara Canali

Inaugurazione martedì 5 dicembre, dalle 18.00
Dal 6 dicembre 2017 al 14 Gennaio 2018

  
Fabbrica del Vapore, Milano
Via Procaccini 4 – 20154 Milano
http://www.fabbricadelvapore.org

Orari:
dal martedì al venerdì 15.00 – 19.00
sabato e domenica 11.00 – 19.00
lunedì chiuso

 

Mostra in collaborazione con:
Comune di Milano
Fabbrica del Vapore

 

Mostra organizzata da:
Art Company
http://www.artcompanyitalia.com
info@artcompanyitalia.com
tel. 333 7271980

 

In collaborazione con:
DL Arte
M77 Gallery

Sponsor tecnici:
CREATIVE MANAGEMENT SOLUTIONS
BMP
CERTAT
CREAS
 
Ufficio Stampa:
GDG Press
info@gdgpress.com

 

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Walter Valentini. Giovanni Gaggia. DEL FILO E DEL SEGNO

Walter Valentini Ÿ Giovanni Gaggia
DEL FILO E DEL SEGNO
a cura di Chiara Canali

Galleria Bramante, Fermignano

Inaugurazione al pubblico Domenica 21 maggio 2017 ore 18.30
Dal 21 maggio al 25 giugno 2017

 

La Galleria Bramante è lieta di ospitare il progetto DEL FILO E DEL SEGNO degli artisti marchigiani Walter Valentini e Giovanni Gaggia, a cura di Chiara Canali.

La mostra, che inaugurerà domenica 21 maggio alle ore 18.30 presso la città di Fermignano, storica sede del prestigioso Premio Internazionale per l’incisione “Fabio Bertoni, è promossa e sostenuta dal Comune di Fermignano e dalla Regione Marche.

In occasione dell’inaugurazione dell’esposizione interverrà Chiara Canali, curatrice della mostra, oltre a Sandro Pascucci, Direttore Fondazione Teatro Comunale di Cagli, Massimo Mattioli e Maria Letizia Paiato, critici d’arte che hanno dato un contributo in catalogo, e l’artista Giovanni Gaggia.

A dieci anni dall’ultima edizione del Premio (1995-2007), con questa mostra degli artisti Walter Valentini (1928) e Giovanni Gaggia (1977), ed il progetto di un’incisione a quattro mani, si vuole riportare l’attenzione sulla tecnica incisoria e promuovere la rinascita del Premio Internazionale per l’incisione “Fabio Bertoni”.

Entrambi originari di Pergola, i due artisti hanno compiuto la propria formazione – a quarantacinque anni di distanza – presso la Scuola del Libro (Istituto di Belle Arti di Urbino) dove Valentini ha acquisito il gusto raffinato per le carte, i caratteri tipografici, la legatura, al punto che oggi è riconosciuto come uno dei maestri internazionali nell’arte grafica contemporanea, mentre Gaggia ha ereditato le doti di abilità e accurata perfezione nel disegno, per poi indirizzarsi anche verso i campi dell’azione performativa e della gestualità del ricamo.

L’acquaforte Unitis Signis, nata dalla collaborazione dei due artisti che hanno incrociato e fuso le proprie poetiche, si compone di due riquadri affiancati, come le pagine aperte di un libro. La lastra di sinistra è quella incisa da Walter Valentini e presenta il consueto tema della misurazione delle costellazioni celesti, delle galassie che, con le loro orbite, circuitano attorno ai pianeti, creando un rapporto musicale e poetico tra linee e segni. Il lavoro è unificato dal motivo delle cinque sfere a cui Valentini ha configurato sul piano e Gaggia ha permeato di un suo contenuto. Le cinque sfere hanno un significato preciso e alludono alle fasi di metamorfosi della farfalla (elemento ricorrente nell’opera del giovane artista). Lo sfondo della lastra di destra, inchiostrato come quello di sinistra e completato dal segno di Gaggia, è attraversato dalle linee curve, sinuose e delicate delle ali di una farfalla per rafforzare ancora di più il senso di rinascita a nuova vita, come auspicio al raggiungimento di bellezza, perfezione ed equilibrio interiore.

La mostra è arricchita da un nucleo di opere di entrambi gli artisti: Walter Valentini presenta il ciclo La stanza del tempo (1983) dove emerge un fitto intreccio di segni verticali, diagonali, orizzontali, regolati da una proporzione ritmica da cui germinano triangoli, rettangoli e semicerchi iscritti all’interno di una sezione aurea. Le opere de La stanza del tempo, oltre al segno tracciato, presentano il motivo a rilievo del filo di piombo o di cotone intinto nel carbone e fissato alle estremità con chiodi, teso in parallelo al piano dell’opera, che accentua la geometria e la regolarità dei tracciati. In mostra anche il libro d’artista Dante Anarca e i suoi sei maestri (1990), un poemetto inedito di Giacomo Oreglia arricchito da 6 acqueforti di Walter Valentini, edito dalla Galleria Della Pergola, in cui si evidenzia l’equilibrio elegante tra scrittura e immagini.

Giovanni Gaggia espone alcune opere Sanguinis Suavitas, disegni a matita su carta cotone Fabriano che, assieme alle opere successive di Inventarium (2014) riflettono sulla memoria della strage di Ustica, e ne traggono immagini vivide di chiavi, ciabatte, cucchiai, tazzine e altri effetti personali da viaggio, segni significativi di una perdita e di un ritrovamento. Il tema ricorrente delle ali di farfalla, simbolo di liberazione, è marcato da impronte rosse di cuore-sangue.
Le opere Ali Squamose (2009), Miratus Sum (2011) e Cruoris Factum (2013), realizzate attraverso la tecnica del ricamo su lino, sono state eseguite da Gaggia a distanza di tempo in occasione di alcune azioni performative, riattualizzando una pratica che recupera una manualità perduta e assume una valenza sociale.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Manfredi Edizioni con testi di Chiara Canali, Massimo Mattioli e Maria Letizia Paiato e una sezione iconografica con le immagini di lavorazione della incisione Unitis Signis e le opere dei due autori.

Walter Valentini biografia
Walter Valentini è nato a Pergola (Pesaro) nel 1928.
Tra il 1947 e il 1948 è a Roma e nel 1949 a Milano dove ha come maestri Max Huber, Albe Steiner e Luigi Veronesi. Nel 1950 lascia la Lombardia per Urbino, dove frequenta l’Istituto di Belle Arti (Scuola del Libro). Qui viene anche in contatto con la cultura rinascimentale di cui la città marchigiana conserva fondamentali testimonianze che lasceranno tracce profonde nella sua futura attività. Lascia Urbino, terminati gli studi, per tornare nel 1955 a Milano, dove da allora risiede. Valentini negli anni Settanta è impegnato in un fertile interferire di esperienze calcografiche e pittoriche. Sono degli anni Ottanta le “Stanze del tempo” e il “Muro del tempo” che trovano nuovo sviluppo nella serie dedicata alla “Città del sole” e alla “Città ideale”, e quindi nelle grandi tavole del ciclo “Le misure, il cielo”.
Nel 1979 l’Università del Massachuttes di Boston lo invita alla mostra di artisti italiani “Birth of the work”. Nel 1982 ottiene il primo premio alla Biennale Internazionale di Ibiza e di Listowel. Nel 1984 gli viene assegnato il Grand Prix della X Biennale Internazionale di grafica di Cracovia, che nel 1986 gli organizza una mostra personale antologica a Cracovia e a Torun.
Nel 1989 è invitato a Lubiana, con una sala personale, alla XVIII Biennale Internazionale di Grafica. Sono del 1990 due grandi opere per l’edificio della Ashford Properties di Greenwhich, Connecticut (USA) e l’installazione per il Museo di Siegburg (Germania); del 1991 l’installazione “Lo spazio, il tempo” per l’Harris Concert Hall di Aspen, Colorado (USA) e “La città ideale” per il Palazzo Montani-Antaldi, Pesaro; del 1992 l’installazione “Il labirinto della Memoria” alla Frearte di Milano.
Sempre più numerose le mostre personali all’estero (Boston, Stoccolma, Amburgo, Colonia, New York, Aspen, Tokyo, Monaco, Siegburg, Vienna, Ankara). Tra il 1995 e il 1996 la personale “L’espace, le temps”, nella Galerie Dionne di Parigi e ancora nel 1996 partecipa alla XXX Prix Internazionale d’Arte Contemporanea di Montecarlo (Principato di Monaco) e ottiene il “Prix Gabriel Ollivier”. Nel 1997 è invitato alla XLVII edizione della Biennale di Venezia, nella sezione “Unimplosive Art” (verso la nuova Classicità) e nel 1999 alla Quadriennale di Roma.
Dal 1998 ad oggi numerose sono le esposizioni personali e i riconoscimenti ottenuti in Italia e all’estero, si ricordano: nel 2008 “E’ una notte stellata. Ecco il progetto”, l’antologica alla Mole Vanvitelliana di Ancona; nel 2014 “Siderea mensura” alla Casa Museo di Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado, a cura di Daniela Simoni e nel 2017 “Walter Valentini. Il rigore della geometria, le fratture dell’arte. 1973- 2017” Centro Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia.

Giovanni Gaggia biografia
Nasce a Pergola (PU) nel 1977, dove attualmente vive e lavora. Frequentando la Scuola del Libro (Istituto di Belle Arti di Urbino), ha perfezionato le sue abilità nel disegno, per poi indirizzarsi anche verso i campi dell’azione performativa e della gestualità del ricamo.
La sua opera è fondamentalmente ricerca d’equilibrio fra azione performativa e disegno: sono questi i luoghi in cui la sua poetica, sempre e comunque aderente alla fisicità del corpo, è andata definendosi negli anni. In particolare essa si è concentrata sull’immagine del cuore; un cuore anatomico e carnale, protagonista di alcune azioni dal grande impatto emotivo alle quali è seguita una ricerca più delicata, seppur ugualmente potente, evidenziata dalla recente dedizione al ricamo. Identità, ritualità, sacrificio e condivisione sono gli elementi cardine delle performance, tutte caratterizzate da intense interazioni con l’altro. In esse le identità in gioco subiscono contaminazioni reciproche che rimandano a rituali sciamanici ed iniziatici dove a mutare è lo spirito più profondo dell’essere umano. Il contenuto delle azioni ed i richiami al sacrificio possono essere visti, quindi, come metafora di liberazione e come epifania dell’anima.
Tra le sue personali si ricordano:
2015 – Inventarium, GALLLERIAPIU’, Bologna; Intexĕre tempus, a cura di Diego Sileo, lavatoio di Palazzo Lamperini/ galleria Rossmut, Roma; Inventarium, a cura di Serena Ribaudo, Canto217, Palazzi Costantino / Di Napoli, Palermo.
2014 – Centrum Naturae (doppia personale), a cura di Roberto Paci Dalò, Scalone Vanvitelliano / Chiesa della Maddalena, Pesaro.
2014 – Et Curis (doppia personale), a cura di Loretta Di Tuccio, intervento critico Fabrizio Pizzuto, galleria Rossmut, Roma.
2013 – Sic Dulce Est, a cura di Cristina Petrelli, Palazzo di San Clemente / Archispazio, Firenze.
2012 – Where is your brother? (doppia personale) a cura di Davide Quadrio e Studio Rayuela (Flavia Fiocchi e Francesco Sala) SpongePill- Casa Déclic / Guastalla Pilates, Milano.
2011 – I need you a cura di Claudio Composti, Spazio NovaDea, Ascoli Piceno / Corpo fisico, corpo etereo (doppia personale), a cura di Roberta Ridolfi, Factory – Art gallery, Berlino – Germania.
2008 – Aforismi Simpatetici, a cura di Chiara Canali, Museo dei Bronzi Dorati, Pergola (PU) .
2007 – Di spirito e di Carne, testo critico di Roberta Ridolfi, Factory-Art gallery, Trieste.

 

DEL FILO E DEL SEGNO
Walter Valentini Giovanni Gaggia
A cura di Chiara Canali

FERMIGNANO, Galleria Bramante
Via Martiri della Libertà 25

Inaugurazione:
Domenica 21 maggio 2017 ore 18.30
Dal 21 maggio al 25 giugno 2017

Orari:
merc. giov. e ven. 16.30 – 19.00
sab. e dom. 10.30 – 12.30 / 16.30 – 19.00
lun. e mart. chiuso
Mostra promossa e sostenuta da Comune di Fermignano
e Regione Marche. Con il contributo di TVS.
Media partner: Artribune.

Catalogo Manfredi Edizioni
Ingresso Libero

Info mostra:
cultura@comune.fermignano.it
tel. Comune 0722 332142 Pro Loco 0722 330523